Natura e Territorio

La caratteristica più evidente del medio Appennino fra Bologna e Modena è data dalla ricca natura presente e da un ambiente ancora incontaminato, dove l'antropizzazione non è stata troppo invasiva e dove flora e fauna trovano i loro habitat ideali. Non è un caso che, su questo territorio, insistano ben tre Parchi Regionali, quello dei Sassi di Roccamalatina a Guiglia, quello storico di Monte Sole a Marzabotto e quello dell'Abbazia di Monteveglio a Monteveglio, che, complessivamente, tutelano una superficie di 8.300 ettari.

Queste aree protette salvaguardano la biodiversità ambientale e valorizzano il ricco patrimonio storico-culturale di queste zone, svolgendo un ruolo importante nei confronti dell'educazione ambientale e di una corretta fruizione del territorio.

Oltre ai tre fiumi di riferimento, Setta, Reno (Bologna) e Panaro (Modena), che tracciano l'orografia del territorio, queste sono zone ricche di acque, di rii e corsi d'acqua minori. Numerose le sorgenti naturali, come quelle di Cereglio e 16 (Vergato) e Maserno (Montese), dove si imbottigliano ottime acque minerali, così come non mancano le cascate, come quelle di San Cristoforo a Labante (Castel d'Aiano), di Striscialacqua a Maserno e dell'orrido di Gea (Montese).

Nella flora arborea non mancano alcune particolarità, come il “Bosco delle betulle”, con annessa area didattica, a San Giacomo di Zocca, dove troviamo anche bei castagneti secolari, così come a Malalbergo di Maserno, Semelano e Montalto (Montese) e quello, enorme, a Montombraro di Zocca, con 8 metri di circonferenza. Querce secolari si trovano invece a Tolè di Vergato a Canovella di Marzabotto. Tra i sempreverdi, si trovano abeti rossi a Riola di Labante (Caste d'Aiano), lecci e pini silvestri nel parco di Monte Sole (Marzabotto).
Questo è un territorio interessante anche dal punto di vista geologico, con marne e arenarie e alcune particolarità di tipo carsico.

Fra le pietre non si può non citare ancora una volta le svettanti guglie arenacee dei Sassi di Roccamalatina, frutto dello stesso fenomeno erosivo che ha creato il Dito di Samone e il Sasso di Sant'Andrea a Montecorone, o come il Sasso dei Carli (o Cinghio dei Diamanti) a Castelluccio di Montese. Di rilievo anche le lastre di Finocchia e quelle che formano la tana del Paroletto, nei pressi di Labante (Castel d'Aiano). Fenomeni erosivi sono anche quelli che hanno creato la Tana delle Fate, sempre a Castel d'Aiano.

Numerose anche le grotte e le cavità, a partire dalle grotte di San Cristoforo a Labante, caratterizzate da una particolare forma di travertino. Ancora, la grotta delle Spugne a Cereglio e le grotte di Soprasasso a Riola (Vergato).

Come s'è detto, il territorio è spesso caratterizzato da morfologie riconducibili a fenomeni carsici, quindi non è raro trovare cavità, pozzi o doline. Si citano qui la profonda grotta di Lavacchio nel comune di Montese, il pozzo a fondo chiuso dei Burroni a Guiglia e quelli a fondo aperto di Rosola (Zocca), le doline di Monteforte e gli inghiottitoi delle Serre di Samone.

A livello morfologico, invece, sono da rilevare le spettacolari formazioni calanchifere presenti nel Parco di Monte Sole. Una nutritissima rete di sentieri, tutti segnalati e cartografati dal CAI, permette infine di andare alla scoperta di tutte le bellezze naturalistico-paesaggistiche e le emergenze d'interesse storicoarchitettonico che questo territorio è in grado di esprimere, sia all'interno che all'esterno delle aree parco.

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